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A Bruxelles hanno compreso la sfida da affrontare

Il prossimo 5 marzo, la Commissione Europea presenterà il suo piano d’azione per il settore automotive, frutto del Dialogo strategico tra Bruxelles e i costruttori rappresentati dall’Acea. Sebbene i dettagli non siano ancora definiti, per il direttore generale dell’associazione, Sigrid de Vries, questo confronto rappresenta un passo fondamentale per il futuro dell’industria automobilistica europea.

Redazione Subnoleggiami.it25 Febbraio 20253 min di lettura
Immagine di copertina: A Bruxelles hanno compreso la sfida da affrontare

Un dialogo necessario per il futuro del settore

L’Acea ritiene che questo confronto dimostri come le istituzioni europee abbiano riconosciuto l’importanza della questione e l’urgenza di agire per garantire una transizione sostenibile verso la mobilità decarbonizzata. La Commissione ha già anticipato una maggiore flessibilità normativa, ma resta da vedere quali misure concrete verranno adottate.

Quali misure potrebbe adottare l’UE?


Tra le opzioni in discussione figurano:

  • Maggiore flessibilità normativa per le case automobilistiche.

  • Focus sulla decarbonizzazione delle flotte aziendali.

  • Incentivi paneuropei per sostenere la transizione ecologica.

  • Potenziamento delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.


Secondo de Vries, non esiste una soluzione unica al problema, ma sono necessarie azioni immediate per supportare l’industria e garantire che la transizione sia gestibile per tutti gli attori coinvolti.

Obiettivi di elettrificazione: un traguardo ancora lontano

Per rispettare gli obiettivi imposti dall’UE, entro il 2025-2029 almeno il 25% delle nuove immatricolazioni dovrà essere elettrico, mentre tra il 2030 e il 2034 la quota dovrà salire tra il 60% e il 75%. Tuttavia, i numeri attuali sono ben lontani da questi target: nel 2024, la quota di auto elettriche si è fermata sotto il 14% e a gennaio 2025 è salita solo al 15%.

Un altro ostacolo è rappresentato dalle infrastrutture di ricarica. L’UE ha fissato un obiettivo di 3,5 milioni di punti di ricarica pubblici entro il 2030, ma per l’Acea il numero ideale dovrebbe essere 8,8 milioni.


Rischio sanzioni per l’industria


Se le case automobilistiche non riuscissero a rispettare i limiti di emissioni previsti, potrebbero trovarsi di fronte a multe per 13 miliardi di euro. Per evitarle, dovrebbero ridurre la produzione di auto a combustione di almeno 2 milioni di unità, creare accordi di pooling con altri costruttori o abbassare i prezzi delle elettriche—una strategia rischiosa, considerando che molte case vendono già in perdita i loro veicoli a batteria.


Proposte per una transizione sostenibile


Per affrontare la situazione, l’Acea propone due alternative:

  1. Un’implementazione graduale dei limiti: raggiungere il 90% degli obiettivi nel 2025 e il 95% nel 2026.

  2. Un sistema di compensazione: se un costruttore non raggiunge il target in un anno, può recuperare nei successivi, garantendo un bilancio positivo nel periodo 2025-2029.

L’industria sta già investendo 250 miliardi di euro e ha lanciato 370 modelli elettrici, di cui 16 sotto i 30.000 euro. Tuttavia, il mercato delle auto elettriche sta rallentando e per questo l’Acea chiede che la transizione venga gestita con realismo e pragmatismo, evitando imposizioni irrealizzabili.


L’industria automobilistica europea si trova di fronte a sfide cruciali per il suo futuro. La Commissione Europea deve trovare un equilibrio tra transizione ecologica e sostenibilità economica, evitando misure che possano compromettere il settore. Servono interventi rapidi e concreti per garantire che l’Europa rimanga competitiva nel panorama globale.



La transizione ecologica dell’automotive europeo è a un bivio: senza misure concrete e flessibili, il settore rischia di perdere competitività. Servono interventi rapidi per bilanciare sostenibilità ambientale ed economica, evitando un impatto negativo su imprese e consumatori.

Redazione Subnoleggiami.it/25 Febbraio 2025

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