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Perché Chery costruisce auto cinesi in Spagna e non in Italia (per ora)

Charlie Zhang svela le strategie europee di Chery: dalla scelta della Spagna per il primo impianto produttivo al dialogo con il Governo italiano, fino ai rumor su un interesse per Maserati.

Redazione Subnoleggiami.it29 Aprile 20254 min di lettura
Immagine di copertina: Perché Chery costruisce auto cinesi in Spagna e non in Italia (per ora)

Il fascino e la sfida delle auto cinesi in Europa


Le auto cinesi suscitano timori, ma attirano anche l'interesse dei consumatori europei. E ancora di più quello dei Governi, pronti a tutto pur di attirare un investimento produttivo nel proprio Paese. L’Italia, ad esempio, invoca da tempo l’arrivo di un secondo grande costruttore, oltre Stellantis, per rilanciare la produzione oltre quota 1 milione di veicoli annui.

Ma produrre auto è una sfida complessa. La politica può agevolare, ma poi contano fattori strutturali difficili da risolvere in poco tempo, come ad esempio l’alto costo dell’energia.



Il punto di vista di Chery: tra Italia e Spagna


Durante un viaggio in Cina, ho incontrato Charlie Zhang, vicepresidente di Chery, che segue da vicino lo sviluppo dei marchi Omoda e Jaecoo in Europa. In occasione di un incontro con la stampa a Wuhu, nella sede centrale di Chery, abbiamo discusso degli scenari europei, dei contatti con l’Italia, dei rumor su Maserati e della strategia di espansione globale, che ha portato il Gruppo a superare le 2,6 milioni di auto vendute nel 2024, classificandosi 11° a livello mondiale.


La questione dei dazi e la fabbrica in Spagna


L’Unione Europea ha introdotto dazi provvisori sulle auto elettriche importate dalla Cina, ma potrebbero aprirsi nuovi negoziati per sostituirli con altri strumenti. Chery non si ferma: ha già acquistato uno stabilimento a Barcellona e punta a iniziare la produzione locale entro fine anno, anche con modelli elettrici. Sarà il primo costruttore cinese a produrre direttamente in Europa.


Perché la scelta è caduta sulla Spagna?


Tra i motivi principali: costo del lavoro competitivo, presenza di una rete di fornitori ben consolidata e una forza lavoro specializzata. La Spagna è il secondo produttore di auto in Europa, con un’industria ben strutturata. L’acquisizione dell’impianto è stata completata nel 2023 e ora Chery è pronta a svilupparlo.


E l’Italia? Costi energetici e opportunità future


Il costo dell’energia è uno dei principali ostacoli per i costruttori. In Italia pesa molto sui costi operativi, rendendo meno competitivo l’avvio di uno stabilimento. Tuttavia, il Paese ha una lunga tradizione automobilistica e un mercato rilevante con oltre 1,5 milioni di auto vendute l’anno.

Chery è interessata all’Italia: Charlie Zhang ha incontrato il Ministro Urso a Roma e conferma l’interesse per progetti futuri.



Torino nel mirino per un centro R&D


Il possibile centro di ricerca a Torino è ancora in fase di studio. Chery ha già strutture a Francoforte e una nuova in apertura a Barcellona, vicino alla produzione. Torino è un’opzione concreta, grazie al suo patrimonio tecnico e al numero elevato di ingegneri qualificati.


Rumors su Maserati? “Solo se ci saranno reali opportunità”


Zhang non commenta le voci su un’eventuale acquisizione di Maserati, ma conferma che Chery valuta solo opportunità concrete, specialmente se collegate al valore del brand e al suo patrimonio storico europeo.



Omoda 3: il SUV compatto pronto a conquistare l’Europa


La nuova Omoda 3 è il SUV più piccolo del marchio, con un design più moderno e disponibile in diverse motorizzazioni: benzina, ibrido, elettrico e plug-in. L’obiettivo è chiaro: diventare un best-seller nel segmento B.



Arriveranno modelli ancora più piccoli?


Sì, Chery sta studiando modelli sotto i 4 metri, ideali per le città europee. Entrambi i marchi, Omoda e Jaecoo, sono coinvolti in questo sviluppo. I nuovi modelli potrebbero essere basati su piattaforme diverse, a seconda delle esigenze.


Clienti prima dei concorrenti


Chery non copia la concorrenza, ma ascolta i clienti. Organizza focus group in ogni segmento per capire cosa desiderano gli utenti e adattare ogni nuovo modello alle esigenze del mercato, senza inseguire gli altri marchi.


Icar sbarca in Europa nel 2026


Il brand Icar arriverà in Europa nel 2026 con il modello V23, un concept molto promettente, destinato anche a versioni pickup. Ogni brand del Gruppo Chery ha una sua identità specifica, pensata per un pubblico diverso: giovani, generalisti, premium. L’obiettivo è offrire un’ampia varietà, in linea con la diversità del mercato europeo.



Chery ha scelto la Spagna per iniziare a produrre in Europa, ma l’Italia resta nel mirino. Il potenziale c’è, ma servono condizioni più competitive per attrarre investimenti concreti. La partita è aperta — e si gioca tra strategie industriali e scelte politiche.

Cosa ne pensi? L’Italia può davvero diventare la prossima scelta strategica per i costruttori cinesi?

Redazione Subnoleggiami.it/29 Aprile 2025

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